In Italia circa il 3–5% degli studenti ha un disturbo specifico dell'apprendimento (DSA): dislessia, disgrafia, disortografia o discalculia. Non è pigrizia, non è mancanza di intelligenza: sono condizioni neurologiche che rendono certi processi di apprendimento significativamente più difficili di quanto siano per la maggioranza dei compagni. La legge italiana (170/2010) tutela questi studenti con diritti precisi che troppo spesso le famiglie non conoscono.
Dislessia, disgrafia, disortografia, discalculia: le differenze
Dislessia: difficoltà nella decodifica del testo scritto. Il bambino fatica a leggere in modo fluente e accurato — non perché non capisca, ma perché il processo di riconoscimento dei segni è più lento e faticoso.
Disgrafia: difficoltà nella produzione del testo scritto dal punto di vista grafico-motorio. La scrittura è difficile, lenta, poco leggibile.
Disortografia: difficoltà nelle regole ortografiche: errori nell'uso di doppie, accenti, apostrofi, confusione tra lettere simili.
Discalculia: difficoltà nel sistema dei numeri e nel calcolo. Non riguarda la comprensione logica dei problemi ma l'accesso automatico ai fatti aritmetici e alle procedure di calcolo.
Come si ottiene la diagnosi
La diagnosi deve essere effettuata da professionisti abilitati: neuropsichiatri infantili, psicologi, logopedisti. Può essere richiesta tramite il Servizio Sanitario Nazionale (ASL) o tramite centri privati accreditati. Il referto diagnostico è il documento che dà accesso ai diritti scolastici previsti dalla legge 170/2010.
Il Piano Didattico Personalizzato (PDP)
Una volta ricevuta la diagnosi e consegnata alla scuola, il consiglio di classe ha 30 giorni per predisporre un PDP. Il documento specifica: le misure dispensative (da cosa l'alunno è dispensato — per esempio, dalla lettura ad alta voce), gli strumenti compensativi (che cosa può usare — calcolatrice, sintesi vocale, mappe concettuali), i tempi aggiuntivi e le modalità di valutazione specifiche.
I diritti all'esame di Stato
Agli esami di maturità e di terza media, gli studenti con DSA hanno diritto a: tempi aggiuntivi (25%), uso degli strumenti compensativi abituali, e — in casi gravi — prove equipollenti. È fondamentale che il PDP sia aggiornato e attivo fino all'ultimo anno scolastico, e che i docenti l'abbiano applicato con continuità durante tutto il quinquennio.
Come scegliere la scuola giusta per un figlio con DSA
Non tutte le scuole gestiscono i DSA con la stessa competenza. Chiedi quanti studenti con DSA ci sono nella scuola, chi è il referente DSA, se vengono formati periodicamente i docenti sulle misure compensative. Leggi le recensioni: le famiglie con figli DSA sono spesso molto specifiche nei feedback — cercale.