In Italia la domanda di istruzione bilingue è in forte crescita — ma l'offerta è ancora disorganica e difficile da leggere per le famiglie. Esistono modi molto diversi di "fare scuola in due lingue", e non tutti offrono lo stesso livello di qualità.
Il CLIL: la via italiana all'insegnamento bilingue
Il CLIL (Content and Language Integrated Learning) è l'approccio previsto dalla riforma del 2010 per i licei italiani: almeno una disciplina non linguistica deve essere insegnata in inglese (o altra lingua) nelle classi quarta e quinta. In teoria è obbligatorio; in pratica l'applicazione è molto disomogenea. Alcune scuole hanno docenti formati che insegnano storia, scienze o filosofia in inglese con ottimi risultati. Altre si limitano a qualche lezione sporadica.
Come valutarlo: chiedi quante ore settimanali di CLIL vengono effettivamente svolte, quali materie e chi le insegna (un docente madrelingua? un docente certificato CLIL? un docente improvvisato?).
Le sezioni ESABAC
L'ESABAC è un accordo bilaterale italo-francese che permette agli studenti di conseguire contemporaneamente la maturità italiana e il Baccalauréat francese. Le scuole con sezione ESABAC insegnano storia in francese a partire dal terzo anno. È un percorso impegnativo ma offre un doppio titolo di studio riconosciuto in tutta l'Unione Europea.
Le sezioni Cambridge e Cambridge International
Alcune scuole paritarie e private italiane offrono preparazione alle certificazioni Cambridge (IGCSE, A-levels) che sono riconosciute come titolo di accesso alle università britanniche e internazionali. È diverso dal diploma di maturità italiano: sono due percorsi paralleli che richiedono un impegno significativo.
Il rischio del "bilingue a parole"
La parola "bilingue" è molto usata nel marketing scolastico e poco regolamentata. Prima di scegliere, chiedi: quante ore settimanali si svolgono in lingua straniera? Gli insegnanti sono certificati o madrelingua? I bambini alla fine del ciclo raggiungono livelli certificabili (B1, B2, C1)? Le risposte concrete distinguono le scuole bilingui vere da quelle che usano il termine come leva commerciale.